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L’ INNOVAZIONE È ROSA

 

L’investimento in capitale umano realizzato negli ultimi decenni dalle donne ha fatto salire al 53,5% la quota delle laureate tra le occupate, sette punti percentuali in più rispetto agli uomini (46,5%, fig. 1). L’anno del “sorpasso” risale a dieci anni fa: nel 2016 la forbice si è attestata intorno alle 336mila laureate donne in più, per uno stock complessivo che nel primo trimestre di quest’anno ha raggiunto i 2milioni 766mila donne con titolo di studio terziario, contro i 2 milioni 328mila uomini laureati.

Nella sezione speciale del Registro delle Imprese riservata alle start-up innovative si contavano, nel primo trimestre 2017, 918 imprese a prevalenza femminile su un totale di 6.880, pari al 13,3% sul totale. Produzione di software, consulenza informatica, ricerca e sviluppo e servizi ICT sono fra i principali ambiti di attività prescelti dalle imprese guidate da donne.

«Le donne – dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – hanno avuto il talento di trasformare fattori di svantaggio, tra pregiudizi e retaggi culturali, in elementi di competitività, riuscendo ad anticipare i fattori di novità del mercato, tanto che la ripresa è trainata dalle imprese femminili che crescono dell’1,5% rispetto a una media dello 0,5%.

Nelle cooperative, fanno meglio: 1 su 3 è a guida femminile, è donna il 58% degli occupati e la governance rosa si attesta al 26%.

Le donne hanno trovato nelle cooperative realtà che più si prestano a essere ascensore sociale ed economico perché sono quelle che coniugano meglio di altre vita e lavoro. La conciliazione resta il prerequisito per accrescere la presenza delle donne nelle imprese e nel mondo del lavoro».

Nelle recenti iniziative dedicate alla creazione di impresa e gestiti da Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa) su 2.184 nuove imprese finanziate nel 2016, il 43% (940) è costituito da imprese femminili. Inoltre il 91% delle imprese finanziate e guidate da donne ha sede nel Mezzogiorno, avendo le diverse iniziative di finanziamento e agevolazione diretto la propria azione soprattutto nelle regioni meridionali.

Fra questi programmi una peso rilevante è svolto da Smart & Start, che finanzia le start up innovative.

A giugno di quest’anno il numero delle imprese finanziate ha raggiunto la quota di 761, con 242 milioni di euro in investimenti attivati e 230 milioni di agevolazioni concesse. L’occupazione generata da queste aziende supera le 3.600 unità. Fra i settori innovativi quello delle web technologies copre il 45% delle imprese, mentre gli altri settori come bioscence, smart cities ed energia si aggirano intorno al 10%.

Nel profilo degli startupper domina la componente maschile, con il 75,5% sul totale, lasciando alle donne il restante 24,5%. Ma è significativo che questa quota salga al 31,4% nel segmento più giovane degli startupper, mentre, fatto 100 il totale delle donne presenti nelle start up, la classe fino a 36 anni presenta una quota del 46,7%; fra gli uomini la percentuale dei più giovani si ferma al 36,4%.

 

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