L'Olivo tra mitologia e storia

 

L'Olivo tra mitologia e storia

Le origini dell'olivo (olea europea) si collocano nel Mediterraneo e nel vicino Medio Oriente, in sostanza nel bacino di un mare che ha “tenuto a battesimo” i primordi dell’attuale civiltà occidentale.

Come è noto, l’olivo oltre ad avere significati simbolici (pace, lunga vita, sapienza, etc.) è uno degli elementi caratterizzanti il paesaggio agrario mediterraneo. Non solo.

Dalla storica “culla” dell’Attica alla sua marcia di espansione che europea e africana, questa pianta elegante e in grado di personalizzare qualsivoglia ambiente, ha trovato ideale habitat anche in aree, quali quelle del Nord Italia, che sembravano, per condizioni climatiche, affatto ricettive alla sua presenza.

Secondo i più accreditati riscontri storici sono stati i navigatori fenici e greci, poi gli arabi e i romani, a diffonderne la pianta dell’olivo lungo le pianure e colline della penisola italica, in quella spagnola, balcanica. Oggi l’allevamento di questa pianta si estende su una superficie di circa 9 milioni di ettari dove trovano “ospitalità” 800 milioni di piante.

 

L'olivo nella mitologia

Al di là di quanto descritto da Omero nell’Iliade e nell’Odissea, dove si fa ampio riferimento all’olivo e all’olio, la stessa camera da letto, un pregevole riferimento descrive la stanza nella quale Penelope accolse Ulisse al suo ritorno da Troia, ambiente dove troneggiava il letto, scavato nel tronco di una pianta di ulivo dallo stesso prima della sua partenza.

La mitologia greca attribuisce ad Atena la ‘nascita’ del primo olivo che sorse nell'Acropoli. La leggenda racconta, infatti, che Poseidone ed Atena, disputandosi la sovranità dell'Attica, si sfidarono stabilendo che avrebbe vinto chi avesse “prodotto” il dono più utile per il popolo.

Poseidone, scagliando il tridente nel suolo, diede vita al cavallo più potente e rapido che fosse mai esistito e in grado di far vincere all’esercito tutte le battaglie.

Atena, lanciando la propria lancia sulla roccia, diede vita al primo albero di olivo.

Zeus, sommo giudice della competizione, dichiarò vincitrice Atena in quanto la sua ‘creazione’era decisamente più utile e pacifica per l’intera umanità, ovvero la pianta di ulivo proposta da Atena.

Non meno ricca è, peraltro, l’antologia storico-mitologica romana. Secondo quanto riferiscono Plinio e da Cicerone, fu Aristeo ‘l’inventore’ dell'olivo e della metodica di estrarre l'olio,

Nonostante questa coincidente lettura storica, l’olivo era la pianta “sacra” a Minerva (Atena per i greci) e a Giove.

L'olivicoltura era già molto diffusa nel bacino mediterraneo soprattutto perché l’olio di oliva era uno dei prodotti più intensamente commercializzato nel bacino del cosiddetto “Mare Nostrum”. 

A parte ciò, i romani, nella loro praticità, consideravano l’olivo quale simbolo della colonizzazione delle terre conquistate – si narra che i legionari erano compensati con giovani piante che mettevano a dimora in quei territori affidati alle loro cure – e l'olio d'oliva che veniva prodotto rappresentava la merce, richiesta quale compensazione ai vinti. Olio che era, successivamente, commercializzato, ovvero ‘monetizzato’.

Le corone di foglie d’olivo, inoltre,  servivano per onorare i cittadini illustri, come pure gli sposi il giorno delle nozze, i vincitori nelle competizioni sportive, i comandanti delle legioni dopo le loro vittorie. Anche i morti erano inghirlandati a significare le loro vittorie sulla quotidianità della loro lotta durante la vita.

Non era scevra neanche la cultura islamica nel celebrare l’olivo attraverso molte interessanti leggende. In proposito, è da ricordare la storia di Ali Babà e dei 40 ladroni che per sfuggire alla cattura si nascosero negli otri destinati a contenere l'olio.

 

A parte questa digressione storico-culturale e, in parte, favolistico-legendaria, tanto l’olivo quanto l’olio meritano una più approfondita conoscenza se si vuole comprendere il valore reale che la pianta, i suoi frutti e il suo prodotto ‘principe’ hanno tutt’ora nella cultura economica occidentale (ovvero nell’area storica) - quanto in quella dei paesi emergenti che stanno investendo sul fronte della coltivazione della pianta e, in primis, su quella della produzione di olio – e, prima di tutto, nella corretta, e salutistica, alimentazione umana, in ogni fase e età.

(continua)

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